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Credere realmente udienza generale 19 Novembre 2008 Cari fratelli e sorelle!
nel cammino che stiamo compiendo sotto la guida di san Paolo, vogliamo ora soffermarci su un tema che sta al centro delle controversie del secolo della Riforma: la questione della giustificazione. Come diventa giusto l'uomo agli occhi di Dio? Quando Paolo incontrò il Risorto sulla strada di Damasco era un uomo realizzato: irreprensibile quanto alla giustizia derivante dalla Legge (cfr Fil 3,6), superava molti suoi coetanei nell'osservanza delle prescrizioni mosaiche ed era zelante nel sostenere le tradizioni dei padri (cfr Gal 1,14).
«Tutto taccia
viene lo sposo,
non tarderà.
Maranatha, Vieni Signore Gesù!».
Questa riflessione sul Silenzio e sul suo valore biblico psicologico è nata per coloro che affrontano una vocazione religiosa ed in modo particolare monastico.
Tuttavia la maggioranza delle indicazioni, pur nella differenza vocazionale, come insegnerebbe S. Francesco di Sales, è ottima anche per lo stato di vita laicale e coniugale.
Il Silenzio, infatti, ha un enorme valore nella vita del credente.
Apre alla verità di Sè, alla conversione, all'adorazione e aiuta a zittire tutte quelle voci e quelle dissonanze che impediscono un serio cammino di santificazione.
Mai come in questi tempi c'è bisogno di silenzio.
Silenzio dalle immagini, dalle distrazioni, dal gossip, dal chiacchiericcio esteriore ed interiore.
Silenzio dei fantasmi e delle paure.
spazio dunque all'unica voce che è degna di essere ascoltata. quella di Cristo, sposo di ciascuno e della Chiesa. Continua
«Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dominalo». (Gn. 4,6-7)
Se c'è una cosa che scandisce le nostre scelte, i nostri orientamenti, le nostre prospettive, questi è il senso di colpa.
Il senso di colpa affiora nella vita psichica inconscia per una ferita ben più profonda e nessuno ne è immune.
Dalla vita inconscia passa e si manifesta nella vita cosciente in tanti modi e in tante nevrosi e compensazioni.
Il senso di colpa non è tanto qualcosa creato dall'esterno ma qualcosa che è già in noi in maniera larvale dalla ferita dovuta al peccato originale e che si acuisce con gli errori educativi e le nostre scelte sbagliate. Una ferita che ci portiamo dietro che "ricorda" la nostra ribellione verso Dio e l'immagine falsa che di Lui ci siamo creati e ci creaimo continuamente.
Questo senso di colpa "larvale" può essere riconosciuto oppure nascosto, in ogni caso orienterà le nostre scelte se rimane sotto forma di nevrosi e non di coscienza.
Per molti secoli il decalogo è stato considerato come il fondamento della moralità cristiana. S. Agostino considera il decalogo come espressione della stessa carità cristiana. Il tema che ci proponiamo di svolgere in questo corso lo prendiamo da Mt. 5,48: "Siate dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli". In concreto vogliamo approfondire i comandamenti di Dio come cammino di perfezione. - E' possibile imitare Dio? - E' possibile essere "perfetti come il Padre vostro che è nei cieli?" * Umanamente parlando, non è possibile. La situazione di peccato scoraggia l'uomo. * Paolo VI nel Credo per l'anno della Fede dice: "Noi crediamo nello spirito Santo che è Signore e dona la vita. Egli illumina, vivifica, protegge e guida la Chiesa, ne purifica le membra, purché non si sottraggano alla sua grazia. La sua azione che penetra nell'intimo dell'anima, rende l'uomo capace di rispondere all'invito di Gesù: "Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli".
Cari amici,
Anche la legge finanziaria di quest'anno ha confermato la possibilità per il contribuente di destinare una quota pari al 5 per mille dell'imposta sul reddito a sostegno del volontariato. In occasione della propria dichiarazione dei redditi ogni contribuente potrà scegliere direttamente l'organizzazione a cui devolvere tale contributo indicando semplicemente il codice fiscale nell'apposito spazio previsto nei modelli 730 e UNICO.
L'Associazione "Seconda Linea Missionaria" risulta tra le organizzazioni che possono beneficiare di tale opportunità quindi non dimenticatevi, in occasione della vostra dichiarazione dei redditi di indicare e fare indicare il codice fiscale dell'Associazione
97236180580
Solo le persone fisiche e non le società avranno questa importante opportunità di contribuire al sostegno dei nostri progetti. E' da ricordare che in caso di mancata indicazione nella dichiarazione dei redditi del codice fiscale di un'associazione, la quota pari al 5 per mille delle imposte resterà comunque parte delle imposte da pagare.
Esempio:
reddito imponibile di 30.000 €, imposte di circa 8000 €. Lo stato, di questi 8.000 €, comunque da pagare, darà all'Associazione "Seconda Linea Missionaria" 40€ se indicate il suo codice fiscale, in caso contrario incamererà la somma.
Associazione "Seconda Linea Missionaria" - Onlus
Parrocchia S.Monica - Piazza S.Monica, 1
00121 Lido di Ostia - Roma
tel 06 56030660 - 347 4543062 http://www.lineamissione.com/
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Finanziaria, Forum Famiglie: No tax area per figli a carico
Dopo quasi cinque mesi di impegno e di lavoro, sta per concludersi la raccolta delle adesioni alla petizione per un Fisco a misura di famiglia. Cinque mesi che hanno impegnato il Forum nazionale e i Forum regionali ma anche le 210 associazioni che, a tutti i livelli, hanno fatto propria la proposta. Cinque mesi contrassegnati da alcuni momenti forti che hanno acceso l'attenzione della pubblica opinione, come la grande mobilitazione che il 2 marzo scorso ha portato il popolo del Family day in oltre 1400 piazze di tutta Italia e quella del 7 aprile, quando le 6000 scuole cattoliche e molte di quelle statali si sono attivate per diventare altrettanti punti di raccolta delle adesioni. A questi appuntamenti "topici", ha fatto da contrappeso il vasto lavoro certosino di mille convegni, conferenze, incontri con la gente comune per spiegare le storture del sistema fiscale e le esigenze di ritrovare un rapporto equo tra fisco e famiglia. Nel mezzo della mobilitazione è caduta poi anche la campagna elettorale, rendendo tutto un po' più difficile, ma permettendo nel contempo alle associazioni familiari di dimostrare ancora una volta concretamente la loro terzietà rispetto agli schieramenti partitici.
Dopo il grande evento nazionale del 2 marzo in cui il popolo del Family day si è ritrovato in 1420 piazze italiane e dopo l’impegno profuso nelle oltre seimila scuole cattoliche è partita la volata finale per raccogliere le adesioni alla petizione su un fisco ed un welfare a misura di famiglia.
Il termine ufficiale per la raccolta scade oggi, 15 aprile, ma c’è ancora tempo per i ritardatari e per consentire la raccolta nei Caf delle associazioni che hanno aderito, in tempo di 730.
Intanto i moduli sottoscritti stanno cominciano ad arrivare a Roma, per essere catalogati ed impacchettati per essere consegnati al presidente Napolitano il 15 maggio, in occasione della Giornata internazionale della famiglia.
Fino all'ultimo giorno sarà possibile dare la propria adesione on line nel sito del Forum
L’Associazione Scienza & Vita ha deciso di aderire alla proposta lanciata dal quotidiano “Avvenire” per una moratoria europea sulla distruzione degli embrioni umani. Una campagna che si rende tanto più necessaria dopo gli studi condotti in Giappone e Stati Uniti su cellule adulte fatte “ringiovanire” a staminali pluripotenti. “E’ questa la strada per ricerche eticamente sostenibili” - precisa Scienza & Vita” -, che si appella ai ricercatori europei perché si eviti la distruzione di embrioni umani a scopi scientifici. “Da sempre noi sosteniamo - ricordano i presidenti di Scienza & Vita, Maria Luisa Di Pietro e Bruno Dallapiccola - la ricerca sulle cellule staminali adulte, i cui vantaggi clinici sono stati già ampiamente documentati e dimostrati”. Scienza & Vita promuove inoltre una mobilitazione di tutte le proprie Associazioni sparse sul territorio nazionale, perché la proposta di moratoria europea sulla distruzione di embrioni umani venga condivisa e sottoscritta da una larga rappresentanza dell’opinione pubblica italiana.
Scarica il testo di Eugenia Roccella da Avvenire del 21 novembre 2007
Noi di Zammerù Maskil ricordiamo che l'iniziativa è a-partitica ed invitiamo ad aderire con la raccolta frme a questa importante iniziativa di Avvenire
Questa sera affrontiamo un argomento molto delicato, che si riallaccia a un tema importante nel campo dell’apologetica, al tema della credibilità della Chiesa cattolica.
Gli amici radioascoltatori ricorderanno che, affrontando il tema della credibilità della Chiesa cattolica, siamo partiti da una domanda precisa: quali motivi ci sono per essere certi che soltanto la Chiesa Cattolica sia quella Chiesa edificata da Nostro Signore Gesù Cristo.
Abbiamo interrogato la storia, partendo evidentemente dai dati storici forniti dal Vangelo, e la storia ha emesso il suo verdetto, un verdetto molto chiaro: né le confessioni religiose della famiglia protestante, né le confessioni religiose anglicane, né la confessione antica dei valdesi, né la Chiesa ortodossa d’Oriente possono vantare, o meglio possono dimostrare di essere state volute, di essere state edificate – per usare una terminologia cara al Vangelo – da Nostro Signore Gesù Cristo.
nell'odierna catechesi ci soffermeremo sulle relazioni tra Adamo e Cristo, delineate da san Paolo nella nota pagina della Lettera ai Romani (5,12-21), nella quale egli consegna alla Chiesa le linee essenziali della dottrina sul peccato originale. In verità, già nella prima Lettera ai Corinzi, trattando della fede nella risurrezione, Paolo aveva introdotto il confronto tra il progenitore e Cristo: "Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita... Il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente, ma l'ultimo Adamo divenne spirito datore di vita" (1 Cor 15,22.45). Con Rm 5,12-21 il confronto tra Cristo e Adamo si fa più articolato e illuminante: Paolo ripercorre la storia della salvezza da Adamo alla Legge e da questa a Cristo. Al centro della scena non si trova tanto Adamo con le conseguenze del peccato sull'umanità, quanto Gesù Cristo e la grazia che, mediante Lui, è stata riversata in abbondanza sull'umanità. La ripetizione del "molto più" riguardante Cristo sottolinea come il dono ricevuto in Lui sorpassi, di gran lunga, il peccato di Adamo e le conseguenze prodotte sull'umanità, così che Paolo può giungere alla conclusione: "Ma dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia" (Rm 5,20). Pertanto, il confronto che Paolo traccia tra Adamo e Cristo mette in luce l'inferiorità del primo uomo rispetto alla prevalenza del secondo.
Ultimo aggiornamento ( mercoledì 03 dicembre 2008 )
"L'Avvento è per eccellenza la stagione spirituale della speranza, e in esso la Chiesa intera è chiamata a diventare speranza, per se stessa e per il mondo". Lo ha detto il Papa durante l'omelia dei primi vespri della prima domenica di Avvento, celebrati sabato pomeriggio 29 novembre nella basilica di San Pietro.
Cari fratelli e sorelle!
Con questa liturgia vespertina, iniziamo l'itinerario di un nuovo anno liturgico, entrando nel primo dei tempi che lo compongono: l'Avvento. Nella lettura biblica che abbiamo appena ascoltato, tratta dalla Prima Lettera ai Tessalonicesi, l'apostolo Paolo usa proprio questa parola: "venuta", che in greco è "parusia" e in latino "adventus" (1 Ts 5, 23). Secondo la comune traduzione di questo testo, Paolo esorta i cristiani di Tessalonica a conservarsi irreprensibili "per la venuta" del Signore. Ma nel testo originale si legge "nella venuta" , quasi che l'avvento del Signore fosse, più che un punto futuro del tempo, un luogo spirituale in cui camminare già nel presente, durante l'attesa, e dentro il quale appunto essere custoditi perfettamente in ogni dimensione personale. In effetti, è proprio questo che noi viviamo nella liturgia: celebrando i tempi liturgici, attualizziamo il mistero - in questo caso la venuta del Signore - in modo tale da potere, per così dire, "camminare in essa" verso la sua piena realizzazione, alla fine dei tempi, ma attingendone già la virtù santificatrice, dal momento che i tempi ultimi sono già iniziati con la morte e risurrezione di Cristo.
Nel quadro dello scambio di Delegazioni per le rispettive feste dei Santi Patroni, il 29 giugno a Roma per la celebrazione dei Santi Pietro e Paolo e il 30 novembre a Istanbul per la celebrazione di Sant'Andrea, il cardinale Walter Kasper guida la Delegazione della Santa Sede per la Festa del Patriarcato Ecumenico 2008. Il presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani è accompagnato dal vescovo Brian Farrell, Segretario del Dicastero e da padre Vladimiro Caroli, o.p., officiale della Sezione Orientale del medesimo Dicastero. Ad Istanbul, si è unito il nunzio apostolico in Turchia, arcivescovo Antonio Lucibello. La Delegazione della Santa Sede ha preso parte alla solenne Divina Liturgia presieduta da Bartolomeo I nella chiesa patriarcale del Fanar, ed ha avuto un incontro con il Patriarca e conversazioni con la Commissione sinodale incaricata delle relazioni con la Chiesa cattolica, alle quali hanno partecipato anche il Co-presidente ed il Co-segretario della "Commissione Mista Internazionale per il Dialogo Teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa nel suo insieme". Il cardinale Kasper ha portato al Patriarca Ecumenico un dono del Santo Padre, accompagnato da un Messaggio autografo di Benedetto XVI di cui ha dato lettura.
con l'odierna prima domenica di Avvento, entriamo in quel tempo di quattro settimane con cui inizia un nuovo anno liturgico e che immediatamente ci prepara alla festa del Natale, memoria dell'incarnazione di Cristo nella storia. Il messaggio spirituale dell'Avvento è però più profondo e ci proietta già verso il ritorno glorioso del Signore, alla fine della storia. Adventus è parola latina, che potrebbe tradursi con ‘arrivo', ‘venuta', ‘presenza'. Nel linguaggio del mondo antico era un termine tecnico che indicava l'arrivo di un funzionario, in particolare la visita di re o di imperatori nelle province, ma poteva anche essere utilizzato per l'apparire di una divinità, che usciva dalla sua nascosta dimora e manifestava così la sua potenza divina: la sua presenza veniva solennemente celebrata nel culto.
Iniziamo oggi, con la prima Domenica di Avvento, un nuovo Anno liturgico. Questo fatto ci invita a riflettere sulla dimensione del tempo, che esercita sempre su di noi un grande fascino. Sull'esempio di quanto amava fare Gesù, desidererei tuttavia partire da una constatazione molto concreta: tutti diciamo che "ci manca il tempo", perché il ritmo della vita quotidiana è diventato per tutti frenetico. Anche a tale riguardo la Chiesa ha una "buona notizia" da portare: Dio ci dona il suo tempo.
Ultimo aggiornamento ( domenica 30 novembre 2008 )
L'esperienza religiosa non è una scelta soggettiva: è essenziale e determinante per l'uomo contemporaneo, che appare spesso smarrito e preoccupato per il suo futuro e che, magari anche senza accorgersene, è alla ricerca di Dio. Lo ha detto il Papa durante l'udienza di sabato mattina, 29 novembre, concessa alle comunità dei Pontifici seminari regionali "Pio XI" di Ancona, per le Marche; "Pio XI" di Molfetta, per la Puglia; "San Pio x" di Chieti, per l'Abruzzo e il Molise. L'incontro è avvenuto nella Sala Clementina.
Cari Fratelli nell'Episcopato e nel Sacerdozio,
cari amici dei Seminari Regionali Marchigiano, Pugliese e Abruzzese-Molisano!
Sono particolarmente lieto di accogliervi in occasione del centenario di fondazione dei vostri rispettivi Seminari Regionali, sorti a seguito dell'incoraggiamento del Papa san Pio x, che sollecitò i Vescovi italiani, specialmente del centro-sud della Penisola, ad accordarsi per concentrare i Seminari, al fine di provvedere più efficacemente alla formazione degli aspiranti al sacerdozio. Vi saluto tutti con affetto, ad iniziare dagli Arcivescovi Mons. Edoardo Menichelli, Mons. Carlo Ghidelli e Mons. Francesco Cacucci, che ringrazio per le parole con le quali hanno voluto interpretare i comuni sentimenti.
I sostenitori di Zammerù Maskil sono amici noti e anonimi, sponsor che contruibuiscono al mantenimento, al sostentamento e alla crescita del sito internet con contributi economici e con l'affetto.
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EticaLiberi di vivere
Consigliamo la lettura di questo testo sia per la forma agile sia perché, immergendo il lettore nel senso profondo della malattia, aiuta a recuperare l'ineludibile e imprenscindibile coscienza del limite.
Senza il limite l'uomo non è tale ma una scheggia impazzita che non solo nega il sé a se stesso ma lo rende una caricatura allontanandolo dalla condivisione e dai... - > continua
testimonianzeCome sono ridiventato cristiano
Non è dunque un testo di spiritualità classica o di formazione spirituale quello che proponiamo ma più che altro un testo-testimonianza.
Un percorso di un fratello che ha cercato e cerca, con la forza della ragione, la profonda "pertinenza del messaggio cristiano" nell'esistenza.
Insoddisfatto della narrazione solo «orizzontale» e cronachistica dei fatti... - > continua
Chi dice che la Chiesa è intollerante non può essere che in malafede La posizione assunta dalla Chiesa cattolica nei confronti della cosiddetta proposta di "depenalizzazione dell'omosessualità" del presidente francese Sarkozy non può stupire nessuno che non sia in malafede. Il motivo è molto semplice: quella proposta non propone solo la depenalizzazione ma anche la collocazione degli omosessuali tra le categorie da proteggere contro... - > continua
Diritti universali ma non per tutti
Direttore, in questo 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani si resta colpiti dall'anacronismo del testo, tutto centrato sui diritti dell'individuo, mentre oggi si mette l'accento sui diritti delle categorie: le donne, i diversi, le comunità variamente intese. Allora non c'è un po' di ipocrisia nelle attuali celebrazioni?
Ha ragione, ma gli... - > continua
L’epoca più immorale che si sia conosciutaarliamo dell'"atto che vede", dell'intelligenza, o, come la chiama GKC, della "salute mentale". È uno degli argomenti più avvincenti di Chesterton, un capitolo di Ortodossia che andrebbe citato per intero, dove si spiega che il pazzo è colui che crede in se stesso («Oggigiorno ognuno crede esattamente in quella parte dell'uomo in cui dovrebbe non credere: se stesso, e... - > continua